Troppo brava, troppo nera, troppo donna

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Troppo brava, troppo nera, troppo donna

“Non dobbiamo fermarci, con i sogni costruiamo il nostro futuro”.

Cosi’ aveva commentato la decisione di aprire il suo negozio di prodotti bio in piena emergenza sanitaria Agitu Gudeta la donna etiope assassinata alla fine di questo 2020 che ha segnato la crisi di moltissime aziende. Ma lei che di battaglie nella vita ne aveva affrontate molte e difficili non aveva alcuna intenzione di rinunciare ai suoi progetti.

Una donna intelligente

Agitu era nata in Etiopia. Arrivata in Italia a  18 anni si era laureata in sociologia. Aveva deciso poi di tornare in Etiopia per lavorare su progetti di agricoltura sostenibile. Qui si era battuta per la causa dei piccoli contadini contro le espropriazioni attuate dal Governo del Paese a favore dei  latifondisti desiderosi di accaparrarsi nuove terre per il commercio dei prodotti con l’estero. Era la sua missione. La difesa della terra perche’ tutti ne potessero godere in modo equo e sostenibile. Con coraggio aveva oraganizzato  manifestazioni di pacifica opposizione al Governo. Lei, donna, aveva sfidato il potere in un Paese dove il sesso femminile e’ancora fortemente sottomesso.  Cosi’ quando viene a conoscenza di un mandato di arresto contro di lei decide di scappare. Con  se’ ha solo 200 euro.

 Brava ma nera

Torna in Trentino e trova lavoro in un bar. Ma il suo sogno continua ad essere la terra e la natura. Per questo mette da parte il denaro per fondare la sua impresa agricola. L’idea e’ quella di un recupero delle terre abbandonate e di una valorizzazione sia del territorio che dei prodotti locali. In cinque anni nasce e cresce la sua azienda di allevamento di capre mochene . Non solo . Agitu produce  anche formaggio caprino e vende prodotti bio. Nel Giugno scorso aveva persino inaugurato il suo primo negozio sfidando la crisi dovuta alla pandemia. Niente era stato facile.  Ma lei aveva perseverato. Superando anche l’oltraggio razzista e le aggressioni di un compaesano che le rimproverava di essere di non essere «di qui».  «Troppo» nera.  Ma  forse e soprattutto, troppo brava e intelligente.

Troppo brava e donna

Ma Agitu era andata avanti. Con ostinazione e determinazione aveva molti sogni ancora da realizzare per la sua attività’.  Nei suoi progetti c’era infatti  anche un agriturismo.  Fino a quel 29 Dicembre.  Quando e’stata colpita a morte da uno dei suoi collaboratori.  Un ghanese di 32 anni  che lei aveva accolto e aiutato inserendolo nella sua azienda. Un omicidio dovuto ad uno stipendio non corrisposto. Un futile motivo dietro il quale forse si nascondeva il diritto di prevaricazione su una donna.  Il tentativo di stupro come sfregio su un corpo gia’agonizzante ne sarebbe la triste conferma.

Agitu non era del resto una donna qualunque. Era LA DONNA . La donna   indipendente, intelligente , forte e coraggiosa che desta tanta ammirazione ma che molto spesso fa anche paura.

 

 

 

 

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