Smart working : lavoro agile subito

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Smart Working: lavoro agile subito.

Lo smart working e’ stato inserito nel  decreto attuativo del dl sulle misure urgenti per il  coronavirus del 23/02/2020.   Finalmente imprese ed enti pubblici  potranno  avvalersi da subito dello strumento del telelavoro  per agevolare e tutelare i propri dipendenti .  Cio’  senza passare attraverso i numerosi adempimenti burocratici previsti dalla previgente legge sul telelavoro.  In poche parole la normativa che dovrebbe semplificare la vita dei  dipendenti  che facciano richiesta del  lavoro agile c’e’ gia’ da tempo.   Ma il lungo iter burocratico (sottoscrizione di un accordo individuale, obbligo dell’azienda di fare informativa sulla sicurezza, comunicazione a Ministero del Lavoro e Inail)   previsto per poterne fare uso ne ha di fatto impedito  o rallentato l’uso. Con grave disagio per  lavoratrici e lavoratori.   Sono proprio loro che  per motivi di cura parentale o anche solo personale (notevole distanza dal luogo di lavoro, salute etc..)  ne avrebbero tratto vantaggio..

Sanzioni per i dirigenti pubblici

Solo ora , in piena emergenza sanitaria, la legge consente che le aziende possano attuarlo immediatamente senza troppa burocrazia in modo da non restare ferme. Stessa cosa era accaduta  in occasione del crollo del ponte Morandi a Genova e dell’alluvione a Torino .  Anche la circolare n. 1 del 2020 sul lavoro a distanza riguardante la P.A. ha richiamato  una normativa esistente gia’ dal 2015 sulla necessita’ di favorire il piu’ possibile il telelavoro.  OBBLIGANDO ora i dirigenti pubblici ad attuarla velocemente pena sanzioni.

Parola d’ordine: produzione!

Ma perche’ abbiamo dovuto attendere un’emergenza come questa per facilitare la vita di dipendenti pubblici e privati? La risposta arriva da Mariano Corso ordinario del Politecnico di Milano.  Il Professore  ha definito lo smart working     un’ “opportunita’ per non fermare la produzione e sperimentare con successo modelli che prediligono la flessibilita’”. Quindi possiamo affermare che una legge ha potuto sbloccare la complessa normativa sul telelavoro solo in nome della PRODUZIONE .

Produzione o conciliazione?

Produrre beni e servizi e’ necessario ma forse andrebbe piu’ancora valorizzato e tutelato  un altro aspetto della nostra vita sociale: la CONCILIAZIONE dei tempi di vita e di lavoro.  Cio  soprattutto  in presenza di figli da accudire.   E  quindi in ultima analisi  andrebbe tutelata  la MATERNITA’ senza la quale ogni altra cosa e’ superflua e vana. Che senso ha infatti pensare alla produzione di beni e servizi in una societa’ con un calo demografico in picchiata e che non accenna a diminuire? Chi comprera’ fra qualche anno i beni e i servizi delle aziende?

Nonni o telelavoro?

Il telelavoro e’ UNA delle tante risposte al problema della conciliazione famiglia- lavoro che oggi pesa tutto sulle donne (con le solite poche fortunate eccezioni). I nonni babysitter ( che in questi giorni rimangono a casa isolati piu’ degli altri per pericolo di contagio) sono la soluzione estrema in una realta’ culturale e politica che continua a fare resistenza su un argomento che dovrebbe far preoccupare e agire tempestivamente.   Come si sta facendo in questi giorni di epidemia.

Telelavoro per sempre!

Un virus in pochissimi giorni ha fatto quello che il calo della natalita’ non e’ riuscito a fare in tanti anni. Quindi, tirando tristemente le somme,  dobbiamo purtroppo augurarci che questa emergenza faccia dello smart working una realta’ obbligatoria per TUTTE le imprese pubbliche e private.   E  dia  in qualche modo il colpo di grazia ad un sistema ottuso e chiuso verso le famiglie e discriminatorio con le donne.

P.C.

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