Le donne svizzere scioperano e noi?

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Le donne svizzere scioperano e noi?

Il 19 giugno scorso le donne svizzere, parlamentari comprese, si sono mobilitate per rivendicare tutte insieme la vera parita’ tra uomo e donna. Rispetto, parita’ di salario a parita’ di mansioni , pene piu’ severe per chi commette reati contro le donne.  Ma, soprattutto, RICONOSCIMENTO DEL LAVORO DI CURA ovvero del lavoro casalingo sotto profilo economico.

Dicono le donne svizzere:

non abbiamo nel nostro dna il gene del lavoro domestico, ma questo lavoro continua ad essere attribuito principalmente a noi donne. Il carico fisico e mentale che implica tutto questo lavoro non e’ preso in considerazione . Questo lavoro e’ svalorizzato al punto da diventare invisibile. Si tratta pero’ di un lavoro indispensabile al funzionamento stesso dell’economia e della societa’ . Permette ai partner , ai figli e alle figlie e alle altre persone care di realizzarsi nella vita. Vogliamo che il tempo di lavoro domestico sia condiviso e che sia riconosciuto in tutte le assicurazioni sociali, in particolare nelle nostre pensioni” .

Donne svizzere e donne italiane a confronto

In Italia il lavoro casalingo e di cura in presenza di figli e’ ancora tema tabu’. Non viene considerato una professione ne’ da’ diritto ad un riconoscimento sotto profilo contributivo e nemmeno viene condiviso… Per citare le donne svizzere e’ proprio come se il maschio considerasse il lavoro casalingo e di cura un gene che tutte le donne hanno nel dna e che percio’ sia giustificato questo loro “servizio” alla famiglia. E’ vero che per millenni la donna e’ sempre rimasta confinata dentro le mura domestiche.  Ma oggi le cause storiche di quella segregazione stanno venendo meno dietro l’avanzare di una rivoluzione culturale inarrestabile.

La vera parita’

Si parla sempre piu’ spesso di parita’ e oggi non c’e’ piu’ nulla che giustifichi questa forma di schiavitu’ femminile. Lavoro di cura: perche’ retribuirlo? Si potrebbe obiettare. E perche’ non retribuirlo? Le ragioni per non retribuirlo sono insensate e inconsistenti mentre piu’ ragionevole sarebbe dargli un riconoscimento dignitoso quantomeno sotto il profilo pensionistico. Perche’ non dare una pensione alle casalinghe che si occupano a tempo pieno della famiglia? O gratificare sotto profilo economico le donne che mantengono pure un ‘attivita’ esterna? Occuparsi dei figli e’ un servizio che noi donne facciamo alla societa’. I piccoli di oggi sono gli adulti del futuro , quelli che saranno medici, ingegneri, professionisti , a loro volta madri e padri…

Valorizzare il compito educativo del genitore che si occupa dei figli

Lo sforzo di educare e crescere un figlio non deve avantaggiare e arricchire la societa’ da un lato e impoverire le donne e le loro famiglie dall’altro. Perché sono ancora le donne a detenere il primato del tempo dedicato alla cura della famiglia? Il tempo che dedichiamo agli altri, sia pure nostri familiari, non deve essere regalato come non lo deve essere qualunque altra forma di lavoro. E allora perche’ non ci ribelliamo ? Cosa ci tiene legate al giogo? Paura? Scarsa autostima? Sottomissione a regole ancestrali?

Una pensione dignitosa a tutte le mamme

E’ vergognoso lasciare senza una propria pensione   una donna che per tutta la vita si e’ occupata dell’assistenza e della cura di figli e anziani lasciando questa futura incombenza al marito o ai figli. Quante oggi vengono ancora lasciate, dopo una vita di lavoro e di sfrutamento in casa e fuori, sole e con delle pensioni da fame? Molte donne rinunciano oggi a mettere su famiglia per non doversi sobbarcare il doppio lavoro a casa e fuori. Quante , se potessero contare su un minimo di retribuzione mensile o quantomeno su una sicura e adeguata forma pensionistica starebbero piu’ volentieri a casa a crescere i figli ? Quanti piu’ posti di lavoro si creerebbero fuori dalle pareti domestiche lasciando le donne libere, se lo desiderano, di restare a casa ad accudire i figli?

E voi cosa ne pensate?

P.C.

 

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