Le casalinghe disperate della ministra Bonetti

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Le casalinghe disperate della ministra Bonetti.

Come aveva preannunciato alla fine di Luglio sono entrati nel decreto legge dello scorso Agosto tre milioni e mezzo di euro stanziati per un ” fondo ” destinato alla formazione delle casalinghe.

Si tratta di un fondo con “prime risorse” – ci tiene a precisare la Bonetti – che finanzieranno, attraverso bandi, dei corsi di formazione per le donne.  Soprattutto in ambito digitale e finanziario.  Secondo la Ministra, infatti,  troppe donne restano casa per mancanza di competenze adeguate che diano loro accesso  al mondo del lavoro.  Un salto indietro di cent’anni  quando le donne davvero restavano inoccupate ANCHE per mancanza di istruzione.

Casalinghe disperate perche’ hanno bisogno di altro

Secondo l’ Istat le casalinghe italiane sono almeno sette milioni.   Facendo un rapido conto quindi una manovra economica  da 0,40 centesimi di contributo formativo per ciascuna . Irrisorio.  Anche se la Ministra ribadisce che i tre milioni sono solo un “fondo costituito come primo embrione“.  Come dire che arriveranno piu’ soldi.  Soldi comunque finalizzati ad una formazione di cui le casalinghe non necessitano e che non risolveranno il problema occupazionale .

Ministra, che esperienza ha di pari opportunità’?

Ma la Ministra e’ orgogliosa del suo progetto e ci crede davvero.  Crede in buona fede,  si spera, che le donne stiano  a casa  per mancanza di cultura.

Purtroppo le cose stanno diversamente.  Ma forse la Ministra, buon per lei , e’ molto lontana da quella realtà’. Non conosce affatto il mondo delle casalinghe. Ma del resto quale Ministro della Repubblica conosce davvero i veri problemi del proprio Ministero?

Casalinghe sempre piu’disperate. Chi le ascolta veramente?

Quindi, signora Ministra,  la perdoniamo e apprezziamo il suo tentativo di “rimuovere i motivi di disparita‘ e violenza economica” attraverso dei corsi di istruzione. Un passo come dice lei per donne piu’ “libere dagli stereotipi”.

Ma vede,  signora Ministra,  purtroppo le cause dell’abbandono del posto di lavoro e della mancanza di occupazione femminile ha altre origini.  Forse Lei ignora il gravssimo problema della conciliazione della famiglia col lavoro. La fatica di conciliare i tempi di cura dei figli con quelli lavorativi rigidi e maschilisti.

Il problema urgente della conciliazione con i tempi di cura

E’ mai stata in un’azienda di piccole medie dimensioni? Ha mai ascoltato la storia delle milioni di donne licenziate perche’ in attesa del prima o secondo figlio?  O la storia di donne che non sapevano a chi lasciare i figli piccoli ?  O ancora quella delle donne stressate da turni di lavoro inconciliabili con l’ accudimento della prole? E la mancanza dei part time?  E le indennita’ di maternita’ irrisorie ?

Casalinghe italiane : le piu’istruite d’Europa

Lo sa che le donne italiane  sono le piu’ istrutite d’Europa?  E lo sa che nel nord Europa le donne, colte o meno,  sono le piu’ inserite  nel lavoro perché  le politiche a sostegno della maternita’ sono le migliori?

E poi, scusi, ma non ci sono gia’i corsi di formazione per disoccupati?  A cosa servono altri corsi di formazione?  Non sarebbe stato meglio destinare  questi soldi alla creazione di posti di lavoro specificamente per questa categoria  incentivando le aziende ad assumerle?  O  per creare un fondo pensione aiutando le stesse crearsi una rendita futura? O riservando loro  una quota significativa di posti nella P. A. ?

La vera liberta’

Lei parla di “liberta’ di  scegliere” . Ma questa non è libertà’.  Liberta’ di  scegliere come dice Lei vuol dire essere libere di scegliere  a trecentosessantagradi.  Scegliere CHI  vogliamo essere e COSA vogliamo fare. Magari anche di restare a casa occupandoci esclusivamente della crescita dei figli.  Con delle tutele economiche.  Questa e’ la vera libertà’.

 

 

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