Femminicidio: cosa possono fare le donne?

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Femminicidio: cosa possono fare le donne ?

In Italia nel 2018 si sono verificati 106 casi di femminicidio.  In pratica uno ogni 72 ore ovvero 106 casi di violenza di “genere”.

Il rapporto della Polizia di Stato rivela che nel mese di Marzo 2019 e’ stata registrata una vittima di violenza di genere di sesso femminile ogni 15 minuti.

La cultura repressiva della donna “in quanto donna” e’ ancora molto presente.   Il femminicidio e  la violenza di genere sono il riflesso di questo modo di pensare.  Gli abusi e i maltrattamenti nascono dal voler limitare la liberta’ di movimento e di pensiero della propria compagna, moglie, fidanzata, sorella…CONTROLLO: e’ questa la condizione a cui devono sottostare milioni di donne in Italia e nel mondo. Un controllo a cui  a volte  e’ difficile sfuggire  se non impossibile pena la propria incolumita’.

 

 Femminicidio : donne lasciate sole

Solo in India dal 1990 a tutto il 2019 sono state “eliminate” con il criterio dell’ aborto “selettivo” 16 milioni di bambine. Questa pratica barbara e incivile molto diffusa nei paesi del Terzo mondo sta determinando in modo pericoloso uno squilibrio di genere con un’eccessiva presenza di maschi.

Nel mondo  milioni di donne rischiano la vita  ogni giorno  per motivi culturali e religiosi. Storie  di vite rovinate e distrutte per sempre. Desiderio di possesso e di controllo ossessivo unito alla paura di perdere potere  e’ quello che  fa scattare la rabbia omicida.   Come nel caso  del  “delitto d’onore” a danno di una  giovane palestinese uccisa da padre e fratello per aver “disonorato” la famiglia. Il suo peccato?  Avere postato  un selfie che la ritraeva col fidanzato in un locale pubblico in un momento di gioia e serenita’..

Per contrastare il femminicidio l’attivismo non basta

Come reagiamo di fronte a queste notizie? Indifferenza? Biasimo? Rammarico? Oggi sono molte le associazioni femminili che si occupano attivamente di dare delle risposte concrete sul territorio e di far sentire la loro voce a nome di tutte. Sono donne che mettono in campo il loro tempo e le loro energie per costruire una societa’ dove il sesso femminile non sia piu’ oggetto di discriminazione e violenza.  E  perche’ in ogni angolo del pianeta ad esso venga restituita la dignita’ e l’autorevolezza che merita.

Combattere nel quotidiano

Certo non sempre ci e’ possibile far parte attivamente di questi gruppi che a torto qualcuno continua a chiamare con disprezzo “femministi”.   In realta’ oggi  essi svolgono un lavoro di attenta difesa dei diritti femminili piu’ che di protesta come era un tempo.    Moltissimo pero’ possiamo fare  nel quotidiano se ci assumiamo la responsabilita’ di difendere la nostra femminilita’ e di agire con fermezza per pretendere  rispetto in qualunque situazione ci troviamo.  Non solo. Il femminicidio si combatte con l’azione e la solidarieta’ femminile.  Restare in silenzio quando subiamo aggressioni verbali, offese, umiliazioni o vediamo che qualche altra si trova in difficolta’ ci rende solo COMPLICI.

Gli altri ci guardano

Restare in silenzio non  contribuisce a cambiare il modo in cui vivono milioni di donne lontane (o vicine) a noi.  Perche’ i nostri gesti e le nostre parole non cadono nel vuoto. Altri o altre ci guardano, prendono esempio, smettono o cominciano a comportarsi in altro modo , apprendono lezioni positive o negative… Le giovani donne, specialmente ,ci osservano e traggono conclusioni su loro stesse e sulla societa’ ..In sostanza possiamo educare il mondo in cui viviamo anche solo col nostro comportamento quotidiano.  Facendo sentire la nostra voce  dentro le mura domestiche o sul luogo di lavoro o di svago per affermare sempre con fermezza la nostra voglia di essere rispettate.  Mettendo da parte gli opportunismi e le ambizioni personali che non devono mai andare a scapito della nostra dignita’.

P.C.

 

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