Donne e psicofarmaci: amici o nemici?

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Donne e psicofarmaci: amici o nemici?

Psicofarmaci si o no? Noi donne, si sa, siamo da sempre considerate volubili, instabili e isteriche per cui e’ possibile che prima o poi, magari in un momento di particolare fatica o stress psicologico, incontriamo  sul nostro cammino qualche medico,  amico, conoscente che ce li “consigli”…Premetto che questo articolo si basa su un’  esperienza personale e indiretta e non vuole in alcun modo raccomandare  o vietare alcunche’ bensi’ invitare a riflettere bene prima di sottoporsi a qualunque trattamento psicofarmacologico. E’ fondamentale cercare di capire perche’ molti, soprattutto donne, ne facciano sempre piu’ uso e perché non diano la guarigione che promettono.

Psicofarmaci: un’esperienza personale

Secondo l’ OMS dagli anni Sessanta ad oggi la depressione e’ decuplicata. Anzi. Da quando, a partire dagli anni Novanta, sono sbarcati sul mercato gli antidepressivi SSRI ritenuti piu’ “efficaci” il numero dei depressi e’  aumentato ancora. Perche’?

Quando mia madre a meta’ degli anni Ottanta comincio’ a farne uso perche’ si sentiva un po’ giu’ di morale nessuno avrebbe mai potuto immaginare il potere distruttivo contenuto in quelle piccole pastigliette. Un po’ per ingenuita’ e un po’ per ignoranza a volte pensiamo che davvero uno psicofarmaco  possa restituirci serenita’ e pace interiore.

Psicofarmaci: la dipendenza

Mia madre, come successo a molti  , cadde in brevissimo tempo in una dipendenza farmacologica. In poche parole le pilloline agivano dando una serenita’ artificiale e illusoria ma poi, finito l’effetto, la facevano ripiombare in uno stato peggiore rispetto a quello da cui era partita. Cosi’ era costretta ad aumentare il dosaggio e ogni volta ripiombava in uno stato depressivo sempre piu’ grave fino a quando non fu piu’ padrona della sua mente e divenne un ‘ automa. Fu un incubo.

Focalizzarsi sulle emozioni negative: un grave errore

E pensare che il tutto era partito con un po’ di tristezza e malinconia gestibilissima e risolvibile con altri mezzi. Ma questo lo scoprimmo alla fine di tutto, dopo dieci anni di sofferenze indicibili. Come ne usci’? Disintossicandosi, diminuendo gradualmente le dosi fino a non prendere piu’ nulla. Fine della sofferenza. E la malinconia e la  tristezza da cui era partito il tutto? Credo che se avesse lasciato stare quella tristezza e non si fosse focalizzata troppo sulle sue emozioni negative il tutto sarebbe sparito cosi’ come era arrivato. Si trattava di emozioni passeggere. La sua sfortuna fu quella di aver chiesto consiglio al medico di famiglia che sentenzio’: voi donne siete tutte depresse. Insomma solito luogo comune: sei donna quindi hai la mente “debole”.

Le donne sono esposte ad un’altalena di emozioni

Le donne sono un bersaglio facile perche’ sono naturalmente esposte durante la loro esistenza a diversi cambiamenti :  gravidanza, parto, menopausa etc.. ; ma anche socialmente esposte a situazioni stressanti dovute alla maggiore difficolta’, rispetto agli uomini, a vivere serenamente la dimensione femminile, pienamente inserite e accettate nella societa’. La mancanza di una vera parita’ tra sessi ( che non vuol dire essere uguale ad un uomo ma vedersi riconoscere ogni aspetto della propria femminilita’ esattamente come per un uomo e’ la sua mascolinita’) e’ fonte di stress e di logorio . Dobbiamo combattere di piu’ su tutti i fronti e questo non e’ sempre facile.

Psicofarmaci: attenzione agli  effetti collaterali

Come sempre entra in gioco il nostro vissuto, la nostra infanzia, la nostra cultura che puo’ essere un sostegno oppure altra fonte di stress emotivo. E’ quindi importante correre ai ripari se ci sentiamo emotivamente sopraffatte come accade spesso alle donne dopo una gravidanza. Ricorrere alla chimica pero’ non e’ mai una soluzione. Anzi. In alcune persone (e qui il sesso non conta) l’antidepressivo puo’ creare pericolose allucinazioni. Credo che molti infanticidi nascano proprio da queste forme allucinatorie di cui sono vittime le neomamme che assumono farmaci per la depressione post partum e che sfuggono al controllo dei conviventi e dei parenti.

Le alternative: piu’ efficaci e risolutive

Oggi le terapie naturali o alternative sono sempre piu’ consigliate . Molti medici le preferiscono  e le usano con successo al posto degli psicofarmaci   che purtroppo sono limitati nel loro potere curativo, rischiano di  creare effetti collaterali  e se assunti per molto tempo  possono  danneggiare   altri organi.  Quali le alternative ? La psicoterapia e’ certamente il miglior “farmaco”.  La depressione nasce sempre da conflitti interni, traumi, emozioni represse. E anche quando nei casi piu’ gravi lo psicofarmaco  sia necessario i suoi effetti vanno sfruttati da una psicoterapia che accompagni la trasformazione della persona.  In tutti gli altri casi esistono molti altri rimedi . La floriterapia, ad esempio, ha un potere curativo eccellente sui disagi psicologici, stati d’ansia, di panico, di esaurimento . Anche  l’agopuntura, l’auricoloterapia,  la fitoterapia, solo per citarne alcuni.  Usati da soli o in supporto ad  altre terapie naturali  hanno il pregio  di condurci  ad un cambiamento interiore senza il quale e’ impossibile ottenere una piena guarigione.

P.C.

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