Congedo parentale Piemonte : piu’ papa’ a casa

congedo parentale

Congedo parentale Piemonte:  piu’ papa’ a casa.

La Regione Piemonte ha aperto  un  bando ( in scadenza il 31/12/2020 e fino ad esaurimento dei fondi)  per l’erogazione di un contributo rivolto alle donne che decideranno di rientrare al lavoro subito dopo l’astensione obbligatoria  a condizione  che il papa’  usufruisca del congedo  parentale  ( astensione facoltativa)  . RI.ENT.R.O. (cosi’ si chiama il progetto)  ha come finalita’ quella di spingere il genitore di sesso maschile a restare a casa al posto della madre responsabilizzandolo  all’accudimento della prole e cercando di arginare al contempo la diffusa pratica dell’abbandono del lavoro da parte delle donne dopo la nascita di un figlio. In cambio le madri riceveranno in un’unica soluzione al termine del congedo del papa’ un importo tra i 200,00 e i 500,00 euro per ogni mese in cui il padre ha fruito del congedo fino al 12° mese della bimba o del bimbo.

Congedo parentale: per la donna non sempre e’ sufficiente

Tempo fa  la lettera di una mamma pubblicata sul settimanale ” Oggi”  riportava all’attenzione la fatica affrontata ogni giorno dalle donne che   ( non sempre per scelta  )   hanno rinunciato ad un’attivita’ esterna retribuita per dedicarsi alla cura dei figli. Un lavoro , quello della cura famigliare , full time ( o part time se consideriamo le donne lavoratrici che per forza di cose ne dedicano meno ore ma non per questo di minor qualita’) troppo spesso svilito, mai apprezzato, ne’ tantomeno degno di positiva menzione .

Il lavoro di cura non viene retribuito

“ Beata te, bella la vita a non fare niente”ci si sente apostrofare da chi un’attivita’ esterna ce l’ha ed e’ retribuita. E non importa se chi sta a casa dedica piu’ ore alla complessa gestione organizzativa della famiglia rispetto ad un impiegato, un operaio, un professionista. Per di piu’ senza retribuzione.  Il denaro misura economicamente il nostro lavoro e quindi il nostro valore, il nostro posto nella societa’. La madre casalinga non vale nulla perche’ non riceve alcun tipo di retribuzione. Eppure la gestione di una famiglia comprende tutta una serie di compiti piu’ o meno faticosi equiparabili ad un qualunque altro lavoro. Del resto non retribuiamo le baby sitter? Le colf o le badanti?

Alla donna la scelta piu’ difficile

Oggi il lavoro di cura e’ l’unico a non ricevere alcuna retribuzione e quindi alcun riconoscimento. Fareste gli impiegati gratis? Gli insegnanti? Gli infermieri? La remunerazione lavorativa non e’ solo arricchimento ma e’ anche riconoscimento del nostro impegno, del nostro valore, del nostro posto in una comunita’. E gli uomini lo sanno bene. E’ per questo che la scelta di usufruire del congedo parentale   e quindi dell’ abbandono temporaneo di un’attivita’ esterna  continua a ricadere sulle donne. La donna appunto. L’altro sesso, quello mediocre,  considerato per secoli il meno meritevole per definizione.

 Il lavoro di cura retribuito e’ piu’ accettabile anche per gli uomini

Legare, anche indirettamente, una sorta di remunerazione al lavoro domestico fara’ cambiare idea ai nostri papa’? Da un altro punto di vista infatti il compenso mensile erogato alla donna in cambio del congedo parentale del papa’  potrebbe  in fondo essere percepito  come una forma di riconoscimento (indiretto) ai papa’ che resteranno a casa con i figli e dunque una forma di remunerazione e riconoscimento al… (loro) lavoro domestico.

 

P.C.

 

 

 

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