Condivisione del lavoro di cura dei figli

cura dei figli

Condivisione del lavoro di cura dei figli.

Quando sento parlare di un maggior coinvolgimento dei compagni nel  lavoro di cura dei figli mi viene sempre in mente mio padre. Erano i primissimi anni settanta,  in  pieno  femminismo, quando si iniziava a discutere di divorzio si o no .  Ma le donne malgrado tutto, la maggior parte, vivevano recluse dentro le pareti di casa ad aspettare che arrivasse l’ora di pranzo o cena  per il marito che rientrava “stanco” dopo una giornata di “fatiche”. Erano gli anni in cui le donne sognavano la parita’ , la rivendicavano con forza ma non facevano nulla per se stesse. Le famiglie italiane erano ancora fortemente tradizionaliste e patriarcali e, salvo eccezioni, la donna si faceva manipolare con molta facilita’ accettando un ruolo subordinato.

 Cura dei figli   : per i padri  una bella opportunita’

Mia madre a quei tempi era una delle poche eccezioni. Lavorava in casa e fuori, non aveva genitori o suoceri su cui contare e aveva assunto la nostra dolcissima babysitter Amelia che per tanti anni si e’ occupata amorevolmente di me e di mia sorella. Ovviamente un po’ per necessita’ e un po’ per spirito di intraprendenza la condivisione era la regola quotidiana e mio padre si alternava a mia madre nella preparazione di biberon, pappe e cambio pannolini. Un uomo davvero avanti con i tempi! Ricordo i pomeriggi passati a giocare insieme, le gite domenicali a scarpinare lungo sentierini boschivi in cerca di funghi mentre mia madre restava a casa a cucinare e a preparare la lezione per l’indomani ( era un insegnante).

Condividere il lavoro di cura:  un’esperienza indimenticabile per padri e figli

Ci portava con lui a lavoro, quando poteva, e tutti i pomeriggi alle elementari fuori al parco a giocare con gli altri bimbi. Lo ricordo nitidamente seduto sulla scalinata bianca della villa che troneggiava in mezzo ai giardini nobili del parco in mezzo a mamme e nonne, l’unico uomo , beato tra le donne… Lo ricordo solare, scherzoso, allegro anche quando alle sei dopo averci riaccompagnato a casa doveva tornare in ufficio.

Era stanco ma felice.

Condividere e’  segno di amore e di rispetto

Oggi a distanza di anni da quel periodo le cose stanno un po’ cambiando ma a rilento e a fatica. Mi guardo intorno e vedo molti piu’   uomini  disposti a dividere il proprio tempo coi figli . Certo c’e’ ancora molto da fare in questo senso . Non si puo’ cambiare una mentalita’ patriarcale dall’oggi al domani.  E’ necessario allora dare un forte sostegno economico alla donna che diventa madre valorizzandone il ruolo sociale e incoraggiando allo stesso tempo  i papa’ a farsi carico non solo della responsabilita’ ma anche dell’onore e della gioia di portare un figlio nel mondo.

P.C.

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